[odf-italia] prova
Livio Mondini
livio.mondini at gmail.com
Thu May 24 14:42:20 EDT 2007
Il 24/05/07, Diego Zanga<naarani at gmail.com> ha scritto:
> bah, non credo si possa dire sia fatta in modo
> approssimativo, non so di che modo parli, ma il modo
> noi lo chiamiamo discussione ad un tavolo aperto
Ok, mi fa piacere che ne vuoi parlare. A parte le amenità, tipo che il
documento odt che contiene il testo della proposta di legge non è
valido e quindi il reader produce un errore xml (e giù tutti a ridere
...), già dalle prime tre righe c'è qualcosa che non va, per cui se
avete partecipato alla stesura son ben fortunato a poter chiedere a
voi:
"Il Software Libero o Open Source Software (detto anche FLOSS) "
Quella O è un errore ortografico o l'obiettivo è fare confusione e far
passare l'idea che il software open source è gratis?
Articolo 1 – Finalità
La Regione Lombardia, in ottemperanza alla "Direttiva Stanca" e al
successivo "Codice per l'Amministrazione digitale", promuove lo
sviluppo della Società dell'Informazione al fine di sviluppare servizi
pubblici più efficaci, efficienti ed accessibili.
Ok, benissimo e sono d'accordo. Quel che mi sfugge è come. Uno dei
motivi della mia incomprensione è il minestrone fra ODF e OpenSource,
come se da uno dipendesse l'altro.
Mi spiego meglio: mentre su ODF di per sé non ho nulla da dire, sarei
ben lieto di poterlo usare fin da subito, per quanto riguarda il
passaggio "promuove lo sviluppo ecc ecc) ho qualche problema. Avete
analizzato lo stato dell'open source riguardo l'accessibilità? e in
questo caso, poiché viene citata esplicitamente la Stanca,
l'accessibilità di cui si parla è una sola: quella dei disabili. E
l'open source a questo proposito è messo piuttosto male.
Quindi come si conciliano le cose?
Articolo 5 – Accessibilità
Tutti i servizi telematici messi a disposizione dalla pubblica
amministrazione devono rispettare i crismi di accessibilità sia per i
diversamente-abili sia in termini di neutralità tecnologica.
Vedi sopra ... come sarà possibile farlo?
La pubblica amministrazione si impegna ad utilizzare protocolli,
formati e standard aperti nell'interscambio di informazioni fra PA,
cittadini e aziende.
E con cosa leggono i documenti queste persone? Word?
La pubblica amministrazione regionale si impegna affinché tutti i
servizi messi a disposizione a PA, cittadini ed imprese siano
interoperabili: cioè che facciano uso di protocolli, standard e
formati aperti, e permettano, attraverso lo sviluppo di piattaforme
applicative, l'interazione e l'integrazione fra di loro.
Ancora, ok sul principio, ma come si fa a farlo? se davvero si
vogliono far funzionare le cose, siete sul serio convinti che questo
sia sufficiente?
E non pensiate che questo sia provocatorio o distruttivo, vorrei
capire sul serio come viene gestito questo passaggio così importante.
Per ora mi fermo qui, sennò diventa troppa roba tutta insieme.
Livio
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